Secondo l’agenzia Reuters, la fuga dall’Ungheria verso gli Stati Uniti di Zbigniew Ziobro – ex ministro polacco, arrestato per spionaggio – sarebbe stata facilitata dal vicesegretario di Stato americano Christopher Landau. Fonti anonime riferiscono che, dopo il suo intervento, l’ex ministro della Giustizia polacco avrebbe ottenuto un visto statunitense in procedura accelerata.

Secondo le ricostruzioni, Landau avrebbe dato istruzioni al dipartimento consolare di Washington affinché l’ambasciata statunitense a Budapest rilasciasse il visto a Ziobro. Questo gli avrebbe permesso di ottenere il documento prima dell’insediamento del nuovo governo ungherese guidato da Péter Magyar.

Le fonti precisano tuttavia di non essere a conoscenza di un coinvolgimento diretto del presidente Donald Trump o del segretario di Stato Marco Rubio. Landau avrebbe appreso del caso dall’ambasciatore degli Stati Uniti a Varsavia Tom Rose e avrebbe ritenuto Ziobro una persona ingiustamente perseguita dalla giustizia polacca.

Oltre Trump e Rubio, per “motivi di sicurezza nazionale”

Secondo le stesse fonti, Landau avrebbe dato istruzioni invocando “motivi di sicurezza nazionale” per accelerare la procedura. Il Dipartimento di Stato ha rifiutato di commentare, citando la riservatezza delle informazioni sui visti.

Ziobro avrebbe lasciato l’Ungheria il 9 maggio, giorno dell’insediamento del nuovo premier. Secondo Radio ZET, sarebbe poi partito da Milano Malpensa verso Newark, negli Stati Uniti. Non è chiaro quali documenti abbia usato, dato che le autorità polacche gli avevano revocato i passaporti, incluso quello diplomatico.

Per questo, l’ex ministro avrebbe probabilmente utilizzato un cosiddetto passaporto di Ginevra, rilasciato dopo l’ottenimento dell’asilo politico in Ungheria. Ziobro ha dichiarato alla TV Republika di trovarsi negli Stati Uniti, dove lavorerebbe come commentatore politico per l’emittente.

Nel frattempo, il viceministro degli Esteri Marcin Bosacki ha dichiarato che gli USA stanno preparando una risposta alla nota polacca sul modo in cui Ziobro è arrivato nel Paese. Varsavia deciderà poi se chiedere assistenza a Washington per la sua estradizione.

La grande caccia e le “fujary nella procura”

Mentre il ministero degli Esteri polacco cerca di riportarlo in patria dagli Stati Uniti, Ziobro prende in giro l’impotenza delle istituzioni, trasformando la vicenda in uno spettacolo mediatico.

Ziobro è ricercato tra l’altro per aver guidato un’organizzazione criminale. A febbraio di quest’anno il tribunale distrettuale di Varsavia-Mokotów ha autorizzato la custodia cautelare per l’ex ministro della Giustizia, e la procura ha emesso un mandato di arresto e un ordine di cattura europeo.

L’accusa sostiene che abbia guidato un’organizzazione criminale e abusato del suo ruolo per attività illegali, in relazione al funzionamento del Fondo di Giustizia durante i governi del PiS.

Secondo la procura, Ziobro avrebbe commesso 26 reati, tra cui l’aver dato ordini ai subordinati per violare la legge al fine di indirizzare fondi pubblici a soggetti selezionati. Inoltre avrebbe influenzato i bandi e permesso l’assegnazione di risorse a enti non autorizzati.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Italia disponibile qui.

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